Capua. Al Museo archeologico dell’antica Capua il Filottete di Sofocle.

(Caserta24ore) CAPUA Apertura straordinaria 19:00-22:00 Laboratorio Teatro Classico Filottete
Sabato 17 settembre 2022, ore 19:30. Visite guidate ORE 18:30 e ORE 19:00
La Direzione regionale Musei Campania, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università della Campania e con il patrocinio dell’AICC – Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione di Terra di Lavoro;organizza per la giornata di sabato 17 settembre 2022 un’apertura straordinaria del Museo archeologico dell’antica Capua dalle 19:00 alle 22:00, con una riflessione su temi estremamente attuali come l’emarginazione, la subordinazione dell’interesse del singolo e quello della comunità e le ragioni, spesso incomprensibili, della guerra. Sabato 17 settembre, nel cortile del Museo archeologico dell’antica Capua, alle ore 19:30 andrà in scena il dramma “Filottete” del Laboratorio di Teatro Classico promosso dal Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università della Campania, a cura delle docenti Cristina Pepe e Sotera Fornaro.
Lo spettacolo si ispira all’omonima tragedia di Sofocle, Filottete, l’eroe che ha allenato Achille e che fu abbandonato sull’isola di Lemno dai compagni a causa di una ferita purulenta e nauseabonda alla gamba. Durante il decimo anno della guerra di Troia gli achei tornarono a recuperare l’eroe che, secondo una profezia, avrebbe messo fine al lungo conflitto. Nel libero adattamento, proposto da Cristina Pepe e Massimo Santoro, il testo sofocleo si mescola con versi omerici e del poeta neogreco Ghiannis Ritsos. Sul palco si esibiranno studenti e dottorandi del Dipartimento di Lettere e Beni culturali, diretti dallo stesso Massimo Santoro, con l’accompagnamento musicale di Leonardo Gallato. Lo spettacolo sarà preceduto da due visite guidate alla mostra “I segni del Paesaggio: l’Appia e Capua”, a cura di CoopCulture, alle 18:30 e alle 19:00. L’allestimento, inaugurato il 14 settembre 2022, espone preziose testimonianze della città romana, conservate da lunghi decenni nei depositi e mai esposti.