Calvi Risorta. Sabato 24 settembre, in cattedrale, Silver Mele, presenta “Cales, il grande oltraggio”

(di Paolo MESOLELLA) CALVI RISORTA Finalmente si ritorna a parlare di Cales. Dell’antica città romana che fu capitale degli Ausoni, città etrusca e romana. A Cales c’erano eroi, consoli, censori, generali, poeti, soldati, indovini, sacerdoti e sacerdotesse, una fila lunghissima e sorprendente di magistrati. Tra i tanti c’erano Albio Caleno, il soldato che si ribellò a Scipione, la sacerdotessa Arria, Caleno Oleno, celebre indovino, Calvo Marco, Console e Quatuorviro, Caleno, poeta e sposo della poetessa calena Sulpicia, Caio Licinio Calvo, grande oratore amico di Catullo e figlio del poeta Licinio Macro, Carlo Marco, Quatuorviro e Console, Marco Vinicio, console, Mennio Cereale, Seviro Augustale, Minia Campana che portò i baccanali a Roma, Lucio Vibio Fortunato Procuratore ducenario del tesoro imperiale, Sesto Fulsennio Salutare Curatores del Collegio dei Curatores, Q. Fufio Caleno, avversario di Tiberio Gracco, Fufio Geminus, Governatore della Pannonia al tempo di Augusto, Caio Fufio Geminus, console nel 29 d. C., Quinto Fufio Calenus. Tribuno della Plebe, Pretore e Console, Fufio Numida, Quatuorviro, Caio Pomponio Capitone. Decurione, Caio Pomponio Fileroti, Seviro Augustale, Caio Flavio Pollione Timbria, senatore, Nevio Gneo autore del Bellum poenicum, Moennio Cereale, Seviro Augustale, Apollonio Vitrasio, Praefectus Oppidi, Tapsenna Tribuno della X Coorte, il poeta Aulo Valgio. A Cales c’erano Il Senato, gli Augustali, i Seviri Augustali, i Decurioni Augustali, il Magister Augustalis, i Censori, i Tribuni, i Curatores, i Carrozzieri, gli Indovini, i sacerdoti, le sacerdotesse, i Censori, gli Edili, i Decenviri, i Quatorviri, i Questori, i Senatori, i Triumviri monetali. Qualla di Cales, colonia romana nel 335 a. C. è una storia affascinante. Nata prima di Roma e diventata prima Colonia e poi Municipio. Domani sabato 24 settembre 2022, nella splendida cornice della catterale di San Casto a Calvi Vecchia, il giornalista Silver Mele la ricorderà nei suoi aspetti meno noti, e ricorderà i suoi tesori rapiti dalla malavita e consegnati all’oblio”. Una città straordinaria, ma sfortunata. Parlarono di lei Orazio, Catone, Tacito, Tito Livio, Strabone, Giovenale, Cicerone che era patrono di Cales e a Roma, in Senato, difendeva gli interesse dei Caleni tanto da diventare cittadino onorario di Cales. La città aveva due Terme (le Centrali e le Terme di San Leo), il Teatro, un anfiteatro da 15.000 posti, un Castellum Acque, un Arco di trionfo e numerosi tempi. Durante gli scavi sono emersi reperti archelogici di grande valore come la statua di Artemide del II sec. d. C, rinvenuta dal Novi durante lo scavo delle Terme Centrali, la statua della dea Pallade rinvenuta nelle Terme Centrali, La Vittoria alata, rinvenuta nelle Terme Centrali, Afrodite che si lava, la Porta Paradiso che portava al Palazzo Verscovile. Numerosi anche gli edifici sacri: il Tempio della Dea Giunone Lucina, il Tempio della Dea Matuta (o di Giunone Matuta), il Tempio del Dio Giano, Il Tempio di Mercurio, Il Tempio di Augusto, Il tempio di Bacco, il Palazzo Pretorio, Il Calendario caleno, il Collegio degli Auguri, Il Collegio dei DecurioniIli, I Giochi Augustali. Ciò nonostante la città ha avuto un destino crudele. Distrutta dai Romani, non è mai più Risorta veramente. Da 55 mila abitanti i caleni sono diventati seimila. “ Cales, spiega Silver Mele, è la più depredata delle città antiche. I tombaroli, i Casalesi, hanno fatto razzia, eppure la città è lì sotto, nascosta dalla vegetazione e dall’immondizia. Non c’è mai stata una campagna di scavi organica per tirarla fuori…. Eppure Cales era il più grande centro di produzione di terrecotte, ceramiche a vernice nera che oggi si trova nei musei di New York, al Louvre, a Mosca, a Londra, in Norvegia, in Svezia, in Danimarca, in Nuova Zelanda, in Australia, al Mann di Napoli mentre a Calvi Risorta non c’è neanche una stanza per poter raccogliere qualche reperto. Eppure basterebbe scavare con le mani per tirare fuori delle ricchezze. Come i resti dei templi dove si veneravano il Dio Apollo, la Dea Bona, la Dea Diana, il Dio Ebone (Bacco), il Dio Ercole, la Dea Fortuna, il Dio Giano, la Dea Giunone Lucina, la Dea Matuta, il Dio Marte, il Dio Mercurio, la Dea Minerva (compagna di Ercole) e Dea tutelare di Calvi.
Alla presentazione del libro “Cales, il grande oltraggio”, oltre all’autore, ci saranno il magistrato Catello Maresca, il sostituto procuratore della DDA di Napoli Giuseppe Visone, Tsao Cevoli, archeologo e presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Archeomafie.
Silver Mele originario di Calvi Risorta è un giornalista professionista, noto agli appassionati di sport per i suoi servizi su Canale 8. Per la grande passione verso la sua terra ha pubblicato “Cales, il grande oltraggio”, un libro che denuncia l’oblio in cui sta precipitando una delle città romane più antiche della Campania. Cales coniò monete per sessant’anni: e scrivendo “Cales” o “Caleno” su “Google” le monete vengono fuori. Molte di esse vengono vendute su eBay a 20 euro. È questo è un oltraggio”.