L’Italia, dopo l’elezioni del 25, attuerà il decentramento regionale

(Giuseppe Pace) Non mi pare che esistano voci fuori dal coro degli opinionisti, sondaggiste, operatori dei mass media, giornalisti, ecc, che non diano per scontata la vittoria elettorale di Fdi e i tre alleati del centrodestra: Lega, Fi e Moderati di centrodestra. Altre volte ho azzardato ipotesi, oltre i sondaggi e le informazioni mediatiche italiane, che poi si sono rivelate spesso veritiere. Dall’osservatorio patavino intravvedo solo per questa regione una schiacciante maggioranza di centrodestra nonostante le macchie rossastre recenti di Verona e Padova. Nelle regioni limitrofe la vittoria sarà meno schiacciante la minoranza democratica, mentre al Sud il centrosinistra con i 5Stelle potrebbero vincere mediamente sia pure di poco. Nel Sannio Alifano nativo vedo esultare candidati grillini per gli oltre 900 milioni di euro stanziati per ammodernare la superstrada Caianello Benevento con ipotesi di traffico spropositate. Al Sud ciò che sembra contare sono i fondi pubblici da spandere e spendere e tra i Sindaci c’è una gara di capacità ad accaparrarli per il proprio comune, spesso diretto come cosa propria, neanche nostra! I bilanci comunali di Alife, Bojano, Piedimonte Matese ad esempio, per non menzionare quelli abissali di Napoli e Roma, sono in rosso di non pochi milioni di euro per popolazioni di poche unità di migliaia. A Letino poi si prospetta un parcheggio faraonico in piazzetta san Giovanni, che da più di un decennio procede, suppongo, solo con fondi per avanzamento lavori a cui si associano altri per riammodernare le già costose scale metalliche d’accesso alle grotte del Lete o di Cauto. Di recente un consigliere d’opposizione, Natale Luigi Mancini, è stato costretto a querelare il giovane Sindaco di Letino per diniego di mostrare il bilancio comunale. A Piedimonte Matese, nonostate il “bucone” di bilancio comunale, si spendono migliaia e migliaia di euro pubblici per ricercare l’identità e dipingere il municipio di pochi volti noti di piedimontesi doc,dop e igt. Qua però le opposizioni esistono anche se quando governavano loro (almeno qualcuno cheaspira a fare Sindaco poiché dovette interrompere la carriera di vice dopo l’arresto del Sindaco per l’operazione della Magistratura, “Assopigliatutto”) facevano di peggio. Ecco che quello che scriveva il sottoprefetto alifano, Pietro Farina, relazionando al prefetto di Caserta, circa un secolo fa, si mostra ancora di non consolante attualità: “ nei municipi del Snnio Alifano, una volta che hanno vinto le elezioni diventano proprietari dei municipi ed allontanano chiunque voglia avvicinarsi per contribuire a governare”. Degli oltre 500 comuni veneti quelli che chiudono il bilancio in rosso sono meno delle dita di una sola mano anche se esempi di nepotismo e sistema tangentizio non mancano del tutto. Il Veneto resterà l’unica regione italiana a non aver mai dato la maggioranza alla coalizioni di centrosinistra. La laboriosità del Nord-Est è risaputa come lo è anche la ferma richiesta di decentramento regionale di 23 materie previste costituzionalmente, compresa la scuola. Per quest’ultima assunzione di responsabilità regionali, da me condivisa, resta un problema serio: la programmazione di una scuola libera fuori del populismo leghista, che chiede solo autonomia senza spiegare come la realizzerà, mancando di trasparente modalità democratica. Altre volte ho precisato come il mio piccolo partito pensionati, tranne me delegato al decentramento scolastico, la pensa in merito al sistema scolastico. Mettere in competizione scuole statali e libere, assegnando ai fruitori delle seconde un bonus mensile alle famiglie di circa 800 euro per coprire la retta scolastica, soprattutto dopo il biennio delle medie superiori, che non è più scuola dell’obbligo scolastico. Il sistema di scuole libere o non statali è già più presente in Veneto di altre regioni di almeno 4-5 punti percentuali, sia pure in calo con la crisi recente. Le scuole paritarie e legalmente riconosciute attuali non sono un modello, ma costituiscono pur sempre una base di partenza per pensarne uno nuovo che sappia rispondere meglio alla richiesta di qualità scolastica. I 55 miliardi annui che lo Stato spende per i 7 milioni di studenti, servono al 92% per pagare gli stipendi a 700 mila docenti e 350 personale ausiliario o Ata )Assistenti, tecnici e amministrativi). In Veneto gli studenti sono 600 mila, i docenti 45 mila e 30 mila gli Ata. Le scuole libere, meno secolarizzate o indifferenti al servizio erogato, sono meno burocratizzate, vanno solo legiferate a livello regionale per la titolarità e l’organizzazione con comitato genitori, dirigenza con imprenditore culturale non proveniente dallo Stato, Credo che le proiezioni venete siano ben diverse da quelle di altre regioni vicine e lontane. Qua la Lega batterà anche Fdi, mentre il Pd non giungerà neanche al 18%, mentre i moderati del Sindaco veneziano, L. Brugnaro, avranno un notevole riconoscimento anche se sotto il 5%. Fi manterrà le posizioni ferme a 1 cifra e il leader, S. Berlusconi, lo sa bene perciò ha insistito perché la seconda carica dello stato non si ripresentasse al Senato qua a Padova, ma in Basilicata, dove il posto sembra essere blindato. Queste lezioni vedranno il divaricarsi della forbice Nord Sud anche in termini di astensioni e di preferenze partitiche. I 5Stelle in Veneto, come nel restante Nord, scompariranno quasi, mentre al Sud dimezzeranno i consenso bulgaro avuto 4 anni. Nonostante il blackout dei sondaggi in Italia nessuno, dei media e giornalisti di grido, mette in dubbio che Fratelli d’Italia vincerà questa tornata elettorale. L’unico dubbio che si pongono è l’interrogativo a quanto si fermerà l’asticella: 24, 25 e 26%%. Sarà questo il termometro per decidere se si tratta di una vittoria schiacciante o inferiore invece alle aspettative (alte) e crescenti dentro e fuori il partito Fdi. Il segretario della Lega continua a battere sullo scostamento, sul ricorso al deficit per attenuare il caro bollette e assicura che arriverà la flat tax (più bassa del 15% di quella avanzata da Fi del 25%) e quota 41 per le pensioni. La segrteraria di Fdi, invece, predica prudenza e conti pubblici in equilibrio e pensa già alla difficile partenza del nuovo governo: il confronto con gli alleati per la formazione della squadra e soprattutto le scelte da incardinare immediatamente nella legge di Bilancio su cui sono puntati gli occhi degli italiani, dei suoi elettori ma anche di Bruxelles e dei mercati. Con la grave carenza di Medici (iL Governatore regionale del Veneto, leghista, L. Zaia è riuscito, unico in Italia, a fare aprire i laboratori ospedalieri nei giorni festivi, accorciando le code di molto). Se i medici mancano gli avvocati abbondano in Italia, il loro numero è pari a tre volte quello dei tedeschi. Non solo Luca Zaia, si oppone al numero chiuso alla facoltà di Medicina, direi che al secondo anno di corso universitario va bene uno sbarramento, magari basandosi sulla media dei voti, non inferiore a 24/30. Per il 2022/23 a Padova gli iscritti al test di Medicina sono stati 3119 (2131 donne e 988 uomini) per i 428 posti a disposizione (340 a Padova e 88 a Treviso). A quando una concorrenza sana tra scuola pubblica e statalista secolarizzata e scuola libera, fresca e più capace di rispondere alla domanda dell’utenza che non è più quella pre-boom economico italiano 1953-73, per il Veneto 1953-79. Magari con scelta pure del docente disciplinare e del preside non più Dirigente Statale Scolastico. Al cittadino che sceglierà di restare nell’attuale scuola pubblica statale, il bonus non verrà dato, ma gli verrà chiesto almeno una decuplicazione della tassa d’iscrizione dopo il primo bienni delle medie superiori. Oggi uno studente costa 125 mila euro in Veneto a fine scuola media di secondo grado. Le prossime elezioni politiche indicheranno, in modo più vistoso a tutti, un Nord deciso a conquistare un decentramento regionale e un Sud che vuole ancora restare suddito di uno Stato padrone ed assistenziale? Non a caso ho impiegato due anni per scrivere e pubblicare “Canale di Pace. Evoluzione del cittadino per uno stat…”, Amazon, libri.it Ma nemo profeta in patria, non fu scritto a caso e da uno qualunque!