NAPOLI La passione e il mito nelle opere di Nicola Migliozzi al Museo Archeologico Nazionale

(Paolo Mesolella) NAPOLI Sarà inaugurata venerdì 23 settembre 2022, alle ore 13, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’interessante Mostra dell’artista caleno prof. Nicola Migliozzi. La mostra, intitolata “La voce della luna”, potrà essere visitata fino al 23 dicembre, tutti i giorni , escluso il marted’, dalle ore 9 alle 19.30. Una personale, in pietra lavica che affronta il tema dell’ Eros, della passione e dell’amore nel Mito, molto caro in Migliozzi. Per la prima volta al Museo Archeologico Napoletano l’esposizione delle opere del maestro d’arte Nicola Migliozzi, continuatore della tradizione napoletana. In esposizione tutte opere in pietra lavica che illustrano il tema della passione e del mito.
La mostra è un vero e proprio viaggio attraverso l’Eros nella pittura in pietra lavica. Ogni opera evoca atmosfere mitologiche dagli eroi greci alle antiche divinità romane.
“Questa mostra, spiega lo storico e critico d’arte Claudio Strinati, segna un punto fermo nella carriera dell’artista, schivo e appartato, ma in realtà attentissimo alle dinamiche culturali e spirituali del nostro tempo. Il tema di queste opere recenti del maestro Migliozzi è l’Eros filtrato attraverso le pitture pompeiane e riattivate nel filtro dell’immagine della metamorfosi del mostro ancestrale.
Nicola Migliozzi è nato e vive a Calvi Risorta (Caserta) dal 1952, dove tutt’oggi opera. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Cascano e successivamente all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. In quegli anni ha studiato presso lo scultore Fortunato Iodice da Santa Maria Capua Vetere e il Pittore Giovanni Ragozzino da Sparanise, entrambi continuatori della tradizione figurativa napoletana. Dal 1978 è stato docente di Discipline Plastiche e Pittoriche presso l’Istituto d’Arte di Anagni e successivamente in quello di Cascano. E’ stato membro della Commissione Giudicatrice dal 1983 al 1985 insieme a Cascella e De Grada, presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Nel 1985 ha vinto il concorso per realizzare il Monumento ai Caduti per il Comune di Camigliano (CE).  Dal 2002 collabora come disegnatore per la rivista “Punto Reale”, contemporaneamente ha sperimentato la tecnica della pittura su pietra lavica e la tecnica della “pittura pompeiana”. Ma Nicola Migliozzi, oltre alla pietra lavica, ha realizzato anche interessanti
dipinti ad olio, statue in bronzo, lavori in ceramica e nature morte, paesaggi, beoni, frati, donne, giovani, bianche, nere, extracomunitarie. Anche prostitute, colte nella loro umanità, nell’intensità delle loro forme e della loro espressività. Un’umanità che sa di materno, ma anche di trasgressione e di colore. La pittura e la scultura di Nicola Migliozzi, docente ed artista di Calvi Risorta è questo penetrare all’interno della presenza femminile per coglierne gli aspetti più umani, più nascosti e poetici. Sono state molte le mostre tenute dal maestro Migliozzi presso l’aula consiliare di Calvi Risorta, . La mostra si intitolava “Paesaggi umani e figure” ed era dedicata alla madre o più in generale alla donna colta nei momenti del riposo e del ricordo, sia essa bianca che negra. Oltre ai dipinti (come le tele ispirate ad Orfeo e Bacco), erano in mostra anche pietre laviche ispirate all’amore (malinconico, gaudioso, laureato, sussurrato, tradito). Nel 1985 ha realizzato il monumento ai caduti per il Comune di Camigliano, nel 1986 realizza un monumento in bronzo per il Comune di Colle San Magno (Fr). Sue bellissime “Via Crucis” si trovano nella chiesa di Gioia dei Marsi (Aq) nel monastero trappista di Vitorchiano (Vt), nel Museo Campano di Capua e nell’abazia di Montecassino. Ha partecipato a mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero ed ha rappresentato la Campania alla mostra “Arte della tavola” di Bruxelles in occasione del semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea.
A Capri
Ha riscosso un grande successo la mostra di pittura in pietra lavica del maestro Nicola Migliozzi presso il Museo Archeologico di Frosinone nel 2007. La mostra dedicata all’Odissea di Omero ed intitolata “Tra immagini e parole, un mito antico e moderno”  è stata inaugurata dal direttore del museo Dario Pietrafresa Ciascuna delle opere in esposizione illustrava alcuni tra i più significativi episodi e le più suggestive scene del grande poema omerico. Sotto a ciascuna opera, una didascalia trilingue, in greco, latino ed italiano riportava i bravi poetici di Omero che hanno ispirato il maestro Migliozzi.  E’ stato interessante notare che a commentare i brani omerici e ad ammirare le relative opere di Mgliozzi, nei prossimi giorni saranno gli allievi delle scuole secondarie con la presenza ed il contributo di un prestigioso antichista.
Intanto nel 2008 prosegue fervida ed ininterrotta l’attività creativa ed espositiva  del pittore caleno Nicola Migliozzi. Dopo aver esposto al salone “Capecelatro” del Seminarium Campanum di Capua una serie di pietre laviche illustranti la maschera di Pulcinella,  in occasione della presentazione del volume di Giuseppe Centore. E dopo aver sullo stesso soggetto esposte nella residenza comunale di Calvi Risorta altre tavole sullo stesso personaggio teatrale, sabato 10 febbraio 2007 ha inaugurato a Frosinone, presso il Museo Archeologico una rassegna delle sue opere su alcuni fra i più rappresentativi  episodi e noti protagonisti dell’Odissea. Il poeta ispira il pittore e il pittore conferisce plasticità d’immagine alla materia del canto. Senza parlare del  valore didascalico che questa operazione altamente culturale riveste; giacché i più avanti negli anni sentono rinverdire nel loro animo il ricordo di un testo scolastico altre volte studiato e i più giovani, sentirsi invogliati a leggere con accentuato interesse le pagine dell’immortale poema.  Talché Ulisse , Nausica, Polifemo, Penelope, Alcinoo, Calipso e Telemaco, da remoti abitanti del mito, sembrano venirci incontro come persone a noi care e,  per virtù d’arte, apparirci oggi più vive che mai.
Sabato 8 marzo 2008, poi, sempre a Frosinone, ha inaugurato una interessante mostra in pietra lavica presso il Museo Archeologico Comunale. La mostra intitolata “La donna e l’arte: visioni (maschili) dell’universo femminile tra passato e presente”, è  veramente bella: un incanto muliebre. Notevole l’affluenza di pubblico. Alla cerimonia d’apertura erano presenti il Direttore del museo Archeologico Pietrafesa che ha parlato della “donna” nei diversi periodi storici: greco, etrusco e romano. Talvolta accanto o alle spalle di queste femminee immagini , si scorge il volto di un mentore o di una maschera come in un pannello di scena. Una bella rassegna quindi, una sequenza di tavole su pietra, su figure femminili (come l’”Amazzone”, la “Muliebrità sognante”, “La difesa” e “La ritrosa”) che ci appaiono con incanto seduttivo ogni qualvolta ci fermiamo a contemplarle.
Variazioni pittoriche
Contemporaneamente alla mostra allestita presso il Museo archeologico di Frosinone, apre un’altra mostra in pietra lavica di Nicola Migliozzi nel Museo archeologico “Biagio Greco” di Mondragone. E si passa dalle “Visioni maschili dell’universo femminile” alle interessanti variazioni pittoriche Ritorna alla nostra mente il grande stupore di sapere che Efesto, il Dio del Fuoco, fosse, pur nella sua bruttezza, sposo proprio di Venere, ovvero della Bellezza. La fusione tra la materia lavica ed il tema artistico, nelle opere del Migliozzi, ci invita a comprendere come l’arte sia la forma ed il mezzo della sintesi.” Da parte sua ha spiegato Don Peppino Centore “la felicità esaltante e calda dell’impasto cromatico, il nitore e la morbidezza di ogni linea intesa a tratteggiare persone e cose, primi piani fortemente incisi e precisi, sfondi che si diradano con sfumata delicatezza, sono soltanto alcuni degli elementi che concorrono ad evidenziare l’alta qualità compositiva del Migliozzi.
 Tra le Matres al Museo campano
E’ stata inaugurata, poi, presso il Museo Campano di Capua, la sua personale d’arte “La materia, il colore, il mito”. La mostra è stata allestita nella sale che ospitano le “Matres Matute” con settanta opere su pietra lavica, disposte tra le matres e con le quali stabiliscono un rapporto visivo intrigante. Infatti, le numerose opere del pittore caleno, con la loro accesa cromia, risaltano per contrasto e danno nuova luce alle austere sale che ospitano le antiche statue in tufo. Ma c’è qualcosa che le lega, c’è una sintonia intima che aleggia tra le sale, data anche la comune materia vulcanica che crea un senso di continuità tra quelle magiche “Matres” ed i lavori del Migliozzi che sono contemporanei, ma hanno in sé qualcosa di antico. Procedendo di sala in sala, cresce il senso di stupore e di meraviglia di fronte alla copiosa produzione del pittore, che lavora in modo incessante, con una perizia tecnica ed una dedizione che ci rimandano ad altri tempi.
Il Campo di Concentramento tedesco di Sparanise e l’eccidio del 22 ottobre 1943 (2009)
Altra importante mostra del Migliozzi è quella dedicata al campo di concentramento tedesco e all’eccidio del 22 ottobre 943 a Sparanise.  Nel mese di ottobre 2009 è stata allestita presso la sede comunale di Sparanise una mostra con i bozzetti e le opere in pittura e pietra lavica realizzate dal Maestro Nicola Migliozzi sul Campo tedesco di Sparanise ed è stato  inaugurato il suo grande monumento in pietra lavica realizzato in ricordo del campo e di quanti vi rimasero prigionieri.
Il Cristo fiorito
E’ stato benedetto il “Cristo Fiorito” del Maestro Nicola Migliozzi, opera in pietra lavicaNell’opera, altamente simbolica, dai forti contrasti cromatici, tipici del maestro caleno, infatti, il Cristo è inserito simbolicamente in un albero fiorito a significare la rinascita dopo la morte. Un messaggio di speranza e di conforto per chi si reca al cimitero presso la tomba dei propri cari; il “Cristo Fiorito” quindi assume una doppia valenza:  simbolica ed artistica, essendo ormai riconosciuto il valore artistico del Migliozzi sia in campo nazionale che internazionale.
La Madonna dell’Arco
Grandi soddisfazioni per Nicola Migliozzi anche nell’estate 2012 . Gli artisti, infatti, non vanno in ferie. Dopo il completamento del monumento in pietra lavica dedicato a Madre Teresa di Calcutta e che a fine settembre sarà collocato sulla facciata principale della Scuola Media “Martone” di Pignataro Maggiore, arrivano altre due  opere: una sua bella statua in bronzo, alta due metri e raffigurante la pace (una giovane donna che porta nelle mani due colombe) e l’avvio di un nuovo monumento in pietra lavica dedicato questa volta alla Madonna dell’Arco e che sarà posto poi nei pressi del santuario. L’immagine del monumento di Madre Teresa di Calcutta  l’Istituto comprensivo ha inaugurerà a fine settembre rappresenta una madre Teresa, luminosissima, tra cinque bambini indiani festanti: tre ai lati e due nelle braccia. Il lavoro, realizzato con la tecnica della “pittura su pietra lavica”, è costituito da una lastra di pietra, alta un metro e mezzo.
San  Paolino da Nola (2013)
E’ stato inaugurato poi, a Nola, nel 2013, nel giardino del palazzo Vescovile, un suo artistico monumento in pietra lavica dedicato a San Paolino. Il santo vescovo, e governatore della Campania appare impresso nella pietra ad altezza naturale ed il monumento raggiunge i  tre metri. Il vescovo Paolino, è noto, nacque in Aquitania da nobile famiglia senatoria e nel 378 fu nominato senatore e governatore della Campania. Nel 389, ritornato in patria, ricevette il battesimo dal vescovo Delfino e, d’accordo con la moglie, donò le proprie ricchezze ai poveri. Dal 395, poi, per sfuggire alle persecuzioni, si rifugiò a Nola, dove condusse una vita ascetica presso il santuario di San Felice a Cimitile. L’inaugurazione del monumento coincide con l’allestimento nel museo diocesano della mostra “Fuoco – Colore – Pietra” che si era appena chiusa con buon successo di pubblico grazie alla pluralità dei suoi temi: visioni dell’universo femminile, variazioni pittoriche, motivi classici e soggetti religiosi. Alla cerimonia d”inaugurazione della mostra “Fuoco- colore – pietra: opere di Nicola Migliozzi e dello stesso monumento dedicato a San Paolino da Nola è intervenuto Mons. Beniamino Depalma, Arcivescovo di Nola.
Kosmos
Giovedì 21 marzo, 2013, alle ore 1730, presso la biblioteca Comunale di Caserta Nicola Migliozzi ha inaugurato “KOSMOS” una superba mostra antologica delle sue opere più interessanti (una quarantina solo le tele). S. La mostra si intitolava “KOSMOS”, pittura su pietra lavica ed era dedicata alla madre e più in generale alla donna colta nei momenti del riposo e del ricordo, sia essa bianca che negra. Oltre ai dipinti (come le tele ispirate ad Orfeo e Bacco), erano in mostra anche pietre laviche ispirate all’amore (malinconico, gaudioso, laureato, sussurrato, tradito).